"Ci vedo benissimo." Le cinque parole più pericolose che puoi dire a te stesso
- Dott. Alessandro Garau

- 3 giu
- Tempo di lettura: 7 min

Perché il tuo sistema visivo sta lavorando contro di te senza che tu lo sappia — e cosa puoi fare adesso per cambiare la situazione
C'è una frase che sento ripetere nel mio studio da vent'anni, con una frequenza e una sicurezza che, devo ammettere, ogni volta mi fa fare un respiro profondo.
"Ci vedo benissimo."
La dicono i professionisti che trascorrono otto ore al giorno davanti agli schermi e arrivano a casa con un mal di testa che attribuiscono allo stress. La dicono i genitori che portano il figlio perché fa fatica a scuola, convinti che il problema sia la concentrazione, il carattere, forse la noia. La dicono gli sportivi che non riescono a capire perché le loro performance stagnino, nonostante allenamenti corretti e fisico in ottima forma. La dicono le persone over quaranta che hanno iniziato a evitare di leggere la sera, non perché il libro non sia interessante, ma perché dopo pochi minuti gli occhi bruciano e la testa si appesantisce.
"Ci vedo benissimo" è, nella mia esperienza clinica e di coaching, una delle affermazioni più sincere e al tempo stesso più fuorvianti che un essere umano possa fare su se stesso. Non è una bugia. È qualcosa di più sottile: è la descrizione onesta di un'esperienza soggettiva che non coincide con la realtà oggettiva di un sistema — quello visivo — che sta lavorando in compensazione cronica, abbassando il proprio standard senza avvisarti, adattandosi silenziosamente a condizioni che non dovrebbe accettare.
E tu non te ne accorgi. Perché il tuo cervello è straordinariamente bravo a farti credere che tutto vada bene, anche quando non è così.
Il problema non è vedere male. È non sapere cosa significa vedere bene.
Quando parliamo di vista, quasi tutti pensiamo a una cosa sola: la nitidezza. Leggo la riga di lettere, distinguo i cartelli stradali, riconosco le facce dall'altra parte della stanza. Se tutto questo funziona, sono a posto.
Il guaio è che la nitidezza è solo uno degli aspetti del sistema visivo — e probabilmente non il più importante nella vita quotidiana moderna. Il tuo sistema visivo fa cose molto più complesse e molto più affascinanti di quanto ti abbiano mai spiegato: coordina i movimenti dei due occhi affinché lavorino insieme come un'unità perfetta, gestisce la messa a fuoco in modo continuo mentre passi dallo schermo al foglio alla finestra, processa la periferia visiva che ti permette di muoverti in sicurezza in ambienti affollati, regola la velocità con cui i tuoi occhi saltano da un punto all'altro durante la lettura, mantiene la fissazione stabile quando devi concentrarti su un dettaglio.
Queste si chiamano abilità visive funzionali. E quasi nessuno le valuta. Non perché i professionisti della salute visiva non le conoscano, ma perché il sistema tradizionale è costruito attorno a un paradigma correttivo: misuro il difetto, prescrivo la correzione, arrivederci. Il fatto che tu esca dallo studio con una correzione perfetta e continui ad avere mal di testa al pomeriggio, stanchezza cronica agli occhi, difficoltà di concentrazione nelle ore serali — beh, quello rimane nel cassetto dei problemi senza nome.
Ed è esattamente qui che la maggior parte delle persone si ferma. Accetta la stanchezza come parte del gioco. Si abitua al mal di testa del giovedì pomeriggio. Smette di leggere la sera e chiama la cosa "sono fatto così". Manda il figlio dallo psicologo quando il vero problema è davanti agli occhi — nel senso più letterale del termine.
La valutazione che quasi nessuno fa — e che cambia tutto
Se sei arrivato fin qui, probabilmente stai riconoscendo qualcosa. Un sintomo, un pattern, una situazione familiare. E ti starai chiedendo: ma allora cosa dovrei fare?
La risposta concreta è una valutazione visiva funzionale. Non il classico esame della vista — quello che misura se vedi 10/10 e ti manda a casa con una prescrizione. Parlo di una valutazione che guarda al sistema visivo nel suo insieme: come si muovono i tuoi occhi, come cooperano tra loro, come il tuo cervello processa le informazioni visive, dove si accumula il carico e dove si scarica.
Questo tipo di valutazione la chiamo Valutazione VISIVA™, ed è quello che faccio nel mio studio da anni, integrando optometria funzionale e approccio di coaching: perché il sistema visivo non vive in isolamento dal resto di te. Vive dentro il tuo corpo, le tue abitudini, il tuo livello di stress, il tuo ambiente di lavoro.
Puoi fissare una valutazione VISIVA™ in due modi:
→ In presenza a Modena, nel mio studio, per una sessione completa di valutazione funzionale.
→ Online, in tutta Italia, per una prima consulenza che ti permette di capire la situazione, individuare le priorità e decidere i passi successivi — senza spostarti da casa.
Se riconosci uno dei sintomi di cui hai letto — stanchezza visiva cronica, mal di testa ricorrente, difficoltà di concentrazione, bambino con problemi scolastici non spiegati, calo di performance sportiva — non aspettare che il problema diventi abbastanza grande da ignorare. Il sistema visivo funziona meglio quando lo lavori in anticipo, non in emergenza.
Il libro che mancava — e perché l'ho scritto
Parallelamente a questo lavoro clinico, ho scritto Vedere Bene per Vivere al Meglio — seconda edizione aggiornata 2026 — proprio perché mancava qualcosa nella letteratura italiana su questi temi: un libro serio, basato su evidenze scientifiche e su quasi trent'anni di pratica professionale, scritto però come se stessimo parlando davanti a un caffè.
Non è un manuale clinico. Non è un elenco di patologie con relative descrizioni tecniche. È un libro che prende un argomento complesso — la visione funzionale, il suo rapporto con il cervello, con le emozioni, con il corpo, con il lavoro moderno — e lo rende comprensibile, applicabile, immediatamente utile per chi legge.
Questo libro parla di te che lavori al computer e arrivi a sera svuotato, convinto che sia colpa del lavoro o dello stress, quando in realtà il tuo sistema visivo sta pagando il conto di un carico mai smaltito. Parla di tuo figlio che fatica a leggere, che perde il segno, che si stanca prima degli altri bambini — e di come un problema visivo non diagnosticato possa mascherarsi dietro un'etichetta di disattenzione che non gli appartiene. Parla di te che hai superato i quaranta e hai iniziato a fare i conti con la presbiopia, con la stanchezza mentale che arriva prima, con la sensazione che qualcosa stia cambiando in un modo che nessuno ti ha mai spiegato davvero. Parla di chi fa sport e vuole capire perché il talento visivo — la velocità di elaborazione, l'anticipazione, la coordinazione oculo-motoria — sia allenabile esattamente come la forza o la resistenza.
Il libro è strutturato in ventidue capitoli che attraversano tutto questo in modo progressivo: dalla grande illusione del "ci vedo bene" alle neuroscienze della visione, dall'impatto degli schermi e dello stress cronico alle abilità visive funzionali spiegate in modo semplice, dal Metodo VISIVA™ — i cinque pilastri pratici che ho sviluppato in anni di lavoro clinico e di coaching — agli esercizi concreti che puoi integrare nella tua routine quotidiana senza stravolgere niente.
C'è un capitolo dedicato ai bambini cresciuti nel digitale, uno al lavoro moderno e alla Zoom fatigue, uno alla guida, uno allo sport, uno specificamente pensato per chi ha superato i quarant'anni e si trova a dover ridefinire il proprio rapporto con la visione in una fase della vita in cui le variabili cambiano tutte insieme.
Chi sono — e perché puoi fidarti di quello che leggi
Mi chiamo Alessandro Garau. Sono optometrista e coach, lavoro tra Modena e la Sardegna da vent'anni, e prima di vent'anni fa lavoravo già in questo settore in Sardegna, nella mia terra. Ho quasi trent'anni di pratica professionale alle spalle — che in questo campo vuol dire aver visto migliaia di persone, aver capito cosa funziona e cosa no, aver sviluppato un approccio che non si accontenta di misurare un difetto ma cerca di capire come quella persona vive, lavora, si muove, si stanca.
Ho una formazione che attraversa l'optometria, il coaching, la psicologia positiva — con una specializzazione presso la Penn University, la fondazione di Martin Seligman — e da anni integro questi mondi in un metodo che si chiama VISIVA™: non un marchio commerciale, ma un modo concreto di prendersi cura della visione che tiene insieme scienza, prevenzione e consapevolezza.
Il libro è entrato nella top 100 degli ebook su Amazon pochi giorni dopo la ripubblicazione. Non lo dico per vanto: lo dico perché conferma quello che vedo nel mio studio ogni giorno. Le persone stanno cercando esattamente questo tipo di risposta — non quella del manuale tecnico, ma quella del professionista che ti spiega le cose come stanno, con il rispetto che meriti e la chiarezza che ti serve per agire.
L'ultima cosa
La prossima volta che ti trovi a dire "ci vedo benissimo", fermati un secondo. Chiediti: lo so davvero? O sto semplicemente descrivendo il livello a cui mi sono abituato?
C'è una differenza enorme tra le due cose. E capirla potrebbe cambiare — nel senso più concreto e quotidiano del termine — il modo in cui lavori, ti concentri, ti riposi e vivi.
Hai due strade adesso.
La prima è prendere il libro, leggerlo, capire come funziona il tuo sistema visivo e iniziare ad applicare quello che trovi. È un ottimo punto di partenza — concreto, accessibile, immediatamente utile.
La seconda è fare il passo successivo e prenotare una Valutazione VISIVA™: in presenza a Modena oppure online, in tutta Italia. Una sessione in cui guardiamo insieme al tuo sistema visivo in modo completo — non solo alla nitidezza, ma a tutto quello che c'è dietro.
Le due cose non si escludono. Anzi, si rinforzano.
Ma entrambe iniziano con una scelta: smettere di dare gli occhi per scontati.
→ Prenota la tua Valutazione VISIVA™ in presenza a Modena o online in tutta Italia: www.gtotticaeoptometria.com
Alessandro Garau — Optometrista, Coach, fondatore del Metodo VISIVA™ Studio GT Ottica e Optometria — Modena e Carbonia, Sardegna www.gtotticaeoptometria.com




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